IN VIAGGIO CON I BIMBI PICCOLI E PICCOLISSIMI

Siamo entrati nel terzo millennio; mandiamo astronauti sulla Luna e tra poco anche su Marte. Eppure quando si parla di prendere un aereo, non poche persone storcono il naso. E lo fanno ancor di più, quando si tratta di portare in volo anche i propri figli o nipoti o parenti piccoli, e piccolissimi. Spesso genitori che si apprestano ad intraprendere un viaggio in aereo per una vacanza, o per ragioni di lavoro, od altri purtroppo per questioni relative alla salute propria o di alcuni loro familiari, e manifestano l’intenzione di portare con sé i propri figli piccoli o piccolissimi, si sentono piovere addosso critiche, rimproveri, tanto da farli sentire cattivi genitori, irresponsabili, egoisti, incoscienti e avventati. Non vogliamo incitare o convincere nessuno a volare in aereo. Il nostro intento è quello di cercare di rispondere ad alcuni importanti e più ricorrenti quesiti che di solito si pongono i viaggiatori, riguardo la sicurezza, l’incolumità, il confort, l’utilità e gli effetti psicologici, di fare viaggi in aereo di qualsiasi tipo: da quelli nazionali o continentali, a quelli intercontinentali, più lunghi e impegnativi. Per quanto concerne gli aspetti più strettamente clinici, riferiti alla salute fisica, vi rimandiamo ai consigli che i pediatri dei vostri figli, o gli specialisti in tale campo importantissimo vi forniranno. Ormai la sscienza medica è arrivata ad un livello di conoscenza elevatissimo in tale campo, tanto da portare senz’altro fiducia e sicurezza. Riguardo poi ai vari strumenti tecnici per un viaggio gradevole e protetto, li potete trovare nei depliant delle varie compagnie di bandiera, che hanno l’obbligo di evidenziare ogni particolare per la tranquillità dei piccoli viaggiatori, e dei loro accompagnatori. Noi vorremmo quì fornire ai genitori, ai parenti, quegli aspetti importanti, delicati e sensibili, dal punto di vista psicologico della normalità, della utilità, dei vantaggi dei viaggi in aereo, soprattutto per i più piccoli, legati alla loro crescita, psico-fisica, cognitiva e sociale; alla loro formazione personale; ai tratti distintivi del carattere e della personalità; ed anche alla loro futura capacità di integrazione e sviluppo culturale. Tutto ciò, improntato allo sviluppo sereno ed armonico, alla capacità di  creare e consolidare proficui rapporti interpersonali. Che dovranno essere basati sulla uguaglianza e la tolleranza, per una società di pace e fraterna armonia. Non ultima, la consapevolezza concreta, tesa alla salvaguardia di un Pianeta come il nostro, così bello e unico, in questo immenso universo.   Contribuendo così, al rispetto delle sue innumerevoli ed irripetibili bellezze, che chiamiamo “paradisi” e che stiamo mettendo sempre più a rischio di estinzione. Rischiando di perderli per sempre e quindi di non poterli più visitare  e godere nella realtà fisica, con tutti i nostri sensi. Soprattutto nell’obbligo doveroso, di lasciare alle generazioni che verranno, non una eredità terribile che li costringerà a vedere gli “ex” paradisiaci luoghi, solo sugli schermi, attraverso i documentari, come triste e deplorevole esempio di uno scellerato uso e abuso, delle risorse naturali. Dunque viaggiare, è amare il mondo in cui viviamo. E’ conoscere; è crescere, è divenire consapevoli. E’ provare attrazione per la vita e per le sue immense bellezze, che quasi mai si scorgono restando abbarbicati sotto casa. Viaggiare è imparentarsi con quella parte dell’Universo che chiamiamo mondo; con i suoi colori, i suoi suoni, i suoi odori, i suoi sapori, i suoi climi, e tanto altro ancora. Viaggiare è’ rilassarsi e staccare la spina dallo stress quotidiano; è una occasione, una opportunità per approfondire, verificare e magari rinforzare il rapporto di coppia e familiare, tutto a vantaggio dei piccoli che ne fanno parte, ed ambiscono al pieno diritto di essere protetti, accuditi, amati e serenamente felici. Viaggiare e’ valutare le sorprese, gli inconvenienti, le difficoltà da affrontare e risolvere sempre nel miglior modo possibile, senza farsi sopraffare dall’ansia. E’ pure la riflessione sull’eventuale “perfezionismo” molto spesso deleterio e ingombrande, che impedisce il pieno e tranquillo godimento dell’avventura. Viaggiare e’ la volontà e la capacità di saper gestire e portare a termine una prova, in modo da mantenerne nel complesso, nonostante i vari indesiderati e inevitabili ostacoli incontrati, un ricordo sostanzialmente utile e positivo. Un viaggio è pur sempre. una esperienza  profonda e radicata, che ha aggiunto alla nostra esistenza, qualcosa di indimenticabile, inaspettato e gradito. Viaggiare è acquisire saggezza, che non si forma, come si usa credere automaticamente con l’età; ma la si ottiene e matura, con le esperienze, la voglia e la capacità di farne tesoro. Viaggiare è anche constatare il proprio coraggio, la propria disponibilità, la propria resistenza fisica e mentale; il proprio autocontrollo. E’ la consapevolezza del sapersi e volersi accontentare, sapendo gestire tutte le risorse disponibili interne ed esterne. E’ oltretutto un modo per imparare a cadere e sapersi rialzare, senza perdere mai la speranza e la volontà di andare avanti; senza calpestare nessuno, e senza farsi calpestare da nessuno. Insomma viaggiare è una vera e propria Università di vita pratica, la quale non potrà che esserci utile nel proseguo della nostra e della altrui esistenza, al fine di trasmettere quello che di noi stessi e del mondo abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare volutamente e inaspettatamente! Parlando di viaggi in aereo, con riferimento particolare a quelli intercontinentali, ci sembra d’obbligo una doverosa premessa; soprattutto per noi italiani che abbiamo la fortuna di risiedere in uno dei Paesi più ricchi di bellezze paesaggistiche, artistiche, folkloristiche, storico-culturali e culinarie del mondo.  Visitare e conoscere ogni sito del proprio Paese natio e/o di residenza, è senz’altro utile, necessario e obbligatorio. Ma ciò non toglie, che nel frattempo, dobbiamo e  possiamo concederci la possibilità di visitare altri Paesi, altri Continenti carichi di bellezze, di cultura, di magiche sensazioni  e affascinanti emozioni. Solo così potremo completare le nostre conoscenze, la nostra maturità e quelle dei nostri bimbi piccoli e piccolissimi. E allora pronti-via; intraprendiamo il “nostro viaggio”!

Iniziamo con la domanda delle domande: si può portare in volo con noi un neonato? E’ prudente? E’ pericoloso? Beh, diciamo anzitutto con molta chiarezza, che la Psicologia, in particolare quella pedagogica ed evolutiva, non solo non lo proibiscono, ma lo consigliano vivamente. E più avanti ne illustreremo in dettaglio alcune delle più significative ragioni generali e specifiche. Per quanto riguarda la sfera medica, diciamo con altrettanta chiarezza, che I pediatri di tutto il mondo non lo vietano. Consigliano che ottimale, sarebbe iniziare a portarli in volo dopo la prima o seconda settimana di vita. Da parte delle compagnie aeree, sono predisposte due categorie: quella “infanti” da 0 a 23 mesi, con i set infantili che comprende sedile regolabile per il genitore, e culla per il bimbo fino a 6 mesi. Sono operanti deroghe alle disposizioni correnti, riferite ai cibi e liquidi per passeggeri adulti; al fine di tranquillizzare i genitori affinchè al proprio bimbino non manchi assolutamente niente al riguardo. E’ prevista la possibilità di allattamento al seno in zona privacy; oltre alla possibilità di poter riscaldare le pappine. Inoltre c’è la possibilità di portare a bordo un proprio passeggino, se non di ampiezza eccessiva. Insomma almeno dal punto di vista accudimento e confort, sono state approntate le necessarie misure,  perché ciò avvenga nel migliore e più completo modo possibile. L’altra categoriaè quella “child” dai 2 agli 11 anni, con i rispettivi e adeguati mezzi di sicurezza e confort anche per queste fasce di età. Infine sono previsti e operativi servizi qualificati e in massima sicurezza di baby sitteraggio, prima durante e dopo il volo per i fanciulli che viaggiano da soli. Insomma, tutto sembra voler indicare, che nulla impedisce di intraprendere voli di ogni tipologia, fin dai primi giorni di vita, con ogni precauzione indispensabile, ed ogni confort accuratamente predisposto. 

Adesso passiamo alcuni consigli pratici, per rendere più agevole e meno difficoltosa la gestione del viaggio con i piccoli e piccolissimi al vostro seguito. Per  quanto riguarda le fasi del decollo e dell’atterraggio, per i più grandicelli, viene consigliato di masticare un chewingum; mentre per i più piccoli, è consigliato il ciucciotto o il biberon con bevanda inclusa. Ciò, al fine di evitare una brusca alterazione della pressione auricolare, non gradita dai fragili timpani dei bimbi; oltretutto per evitare la pericolosa manovra di “Valsalva”, indicata più per i passeggeri adulti, sempre eseguita con molta delicatezza e prudenza. Per ciò che riguarda tutto l’iter del cambio igienico dei piccoli e piccolissimi, è stato osservato che la migliore opzione è quella di portarsi dietro solo lo stretto necessario al fine di evitare borsoni ingombranti difficoltosi a manovrare in spazi non troppo ampi. Magari rifornirsi di abbondanti salviette, invece che di abbondanti pannoloni. Per evitare salti bruschi ed eccessivi di temperatura, sia nel sonno che da sveglio, il miglior consiglio è risultato quello di vestire i piccoli a “cipolla”, ovvero a strati. Questo metodo permette di togliere o far indossare indumenti per abbassare od alzare la temperatura corporea all’occorrenza, senza bisogno di dover spogliare o rivestire di continuo i bimbi da capo ai piedi. Per quanto riguarda l’assorbimento al meglio degli inevitabili spostamenti delle correnti d’aria esterne, che possono far sobbalzare l’aereo, è stato provato che richiedere i posti vicini alle ali, molto più stabilizzanti ed ovviamente quelli interni, è senza dubbio la scelta migliore. Forse penalizzante per la visione esterna quando c’è in vista un panorama, ma col guadagno di minori conseguenze alle vertigini,  alla digestione e al disagio generale dei bimbi. Infine non possiamo non ribadire la ovvia ma pur sempre utile e necessaria raccomandazione, di contenere  la quantità dell’alimentazione.  

Ed ora alcuni consigli pratici, che potremmo definire di carattere psico-pedagogico, per allietare e rendere meno faticoso o noioso il lungo viaggio ai nostri passeggeri più piccolini. Diciamoci la verità nuda e cruda: ma qual’è l’aspetto più desiderato da chiunque, grande, piccolo o piccolissimo, quando siamo lontani dal nostro nido quotidiano? Senza alcun dubbio quello di poter ritrovare in qualsiasi cosa, una parte dell’aria di casa; giusto? E allora per prima cosa il profumo di oggetti quotidiani. Quelli che riescono in qualche modo ad annullare o attutire il festival di odori emanati dagli altri passeggeri, alcuni dei quali esageratamente ammantati, e lo stesso ambiente di volo. Infatti sull’aereo non c’è la possibilità di un ricambio d’aria immediato, come si fa aprendo le finestre quando siamo a terra. Quindi come fare? Semplicissimo: portarsi dietro un indumento, la federa del guanciale, un panno specifico che il piccolo riconosca come odore di casa. Poi le voci amiche, conosciute e confortanti come quelle dei genitori, dei  fratelli o sorelle, e dei parenti. Specie nei momenti di confusione, in uno spazio limitato e chiuso; in cui tanti rumori, tanti suoni, tanta gente sconosciuta, agisce e parla intorno ai piccoli, rischiando di disorientarli, infastidirli o addirittura di intimorirli. Così, per attenuare la tensione e riportare sicurezza e tranquillità nei piccoli, è stato sperimentato che uno degli accorgimenti più efficaci, è fargli ascoltare la registrazione delle voci dei genitori e delle persone conosciute e percepite come protettive. Per i meno piccoli, è efficace la registrazione di storielle inventate o novelle lette da qualche libro, con le voci di mamma e babbo e magari dei nonni o zii, così da catturare la loro attenzione, escludendo tutti o quasi gli altri suoni, le altre voci, e sentirsi come a casa propria nel dolce accogliente e comodo lettino, mentre stanno per addormentarsi,  ascoltando la novellina della sera. Altro accorgimento  risultato altrettanto efficace, è quello di preparare delle sorpresine con giocattoli o figurine nuove, per catturare l’attenzione dei piccoli, distogliendoli da qualsiasi situazione non di loro gradimento. Insomma, far sì che il viaggio non appaia come una frattura netta con le abitudini di casa, ma una piacevole continuità nella diversità, che lo sappia rendere rilassante, affascinante e non penalizzante. Infine sia per il viaggio di andata che per quello di ritorno, per i meno piccoli, è stato sperimentato che la visione di documentari sia reali che a base di cartoni animati dei luoghi dove stanno per andare e dopo esserci stati, aiutano ad aumentare la frenesia positiva, mista alla curiosità e meraviglia di tutta la vacanza. Poi nel viaggio di ritorno, con i mezzi telematici a disposizione si possono far visionare le foto e i video fatti, se i comandanti e le fasi di volo lo consentono, ovviamente in modalità aereo. Questo espediente ha la capacità di catturarne l’attenzione, con ripensamenti e commenti, magari ironici e piacevoli, di situazioni specifiche e cose successe in quel dato posto e in quel dato momento, coinvolgendoli al massimo livello di interesse e di soddisfazione. Non dimenticare album da disegno e matite colorate, ottima distrazione ed ausilio importante, anche per le competenze cognitive, quelle creative, visuo-spaziali e grafo-motorie. Oltre che per il fatto che li terranno proficuamente impegnati, sia nella pratica che nell’immaginazione e nel ricordo della vacanza. Così potremo valutarne il grado di piacere dell’esperienza e ciò che gli è rimasto più impresso al fine di comprenderne i lati su cui fare breccia per alimentare i suoi interessi, o correggerne alcuni aspetti, o spiegare e approfondirne altri. Tutte cose psicologicamente e pedagogicamente apprezzabili e utilissime.

Per ciò che riguarda gli aspetti generali e particolari di tipo psico- pedagogico, già accennati all’inizio, vogliamo metterne in evidenza alcuni dei più significativi. In particolare, vogliamo rimarcare quegli aspetti pregnanti per lo sviluppo e la formazione futura dei bambini, come adulti del domani. Abbiamo constatato attraverso studi approfonditi, come non solo gli adulti ma anche i bambini, viaggiando, e quindi vedendo, godendo, assaporando le meraviglie della Terra, siano poi più sensibili in modo concreto, agli aspetti ecologici della difesa e del rispetto dell’ambiente, in qualsiasi parte del globo. Se prima un incendio boschivo poteva suscitare solo curiosità o paura; se guardando un disboscamento erano catturati dalle sequenze degli alberi che cadevano al suolo; dopo un viaggio in luoghi con foreste piene di alberi, i loro commenti si basavano sullo sconforto  per la flora e la fauna, che inevitabilmente venivano distrutte. Abbiamo constatato inoltre, con una certa piacevole sorpresa, come in questi bimbi,  sia maggiormente presente la consapevolezza nel fare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, spesso in modo più oculato degli stessi adulti.  I più grandicelli criticano chi abbandona scarti di plastica e parlano di “riciclaggio” a ragion veduta, magari criticando certe negative usanze inquinanti, attuate dalla popolazione dei “paradisi” tropicali visitati. Viaggiare fin da piccoli e piccolissimi, aiuta a conoscere e quindi amare gli animali; sia quelli domestici che quelli selvaggi; sia i più grandi che i più piccoli; sia i più belli che i meni belli. Aiuta a capirne il ruolo come esseri viventi nel ciclo della esistenza e dell’equilibrio naturale del nostro pianeta. Abbiamo potuto constatare come cambia anche il loro punto di vista nei confronti del gatto o del cane eventualmente da tenere in casa: non come  meri giocattoli, ma in quanto esseri che hanno le loro necessità, i loro bisogni, e soprattutto i loro diritti. Ovviamente nel rispetto dei diritti della comunità umana, magari che non possiede animali domestici, e che  desiderano sicurezza, igiene, e tranquillità in casa, sui marciapiedi e nei parchi pubblici. Viaggiando nel mondo, in particolare nei Paesi più poveri, i bimbi vedono e imparano a contenere gli sprechi. Capiscono che si può essere felici, divertirsi e sentirsi bene anche con poco; anche con meno opulenza di quella che sono abituati ad avere ogni giorno. In fondo imparano l’umiltà quella autentica, quella spontanea, senza ricompensa. Viaggiare insegna davvero ad accettare le diversità e l’integrazione, pur mantenendo la propria identità culturale, le proprie radici storico-sociali. Viaggiare insegna a capire nella pratica che non esistiamo solo noi occidentali; non esiste solo la nostra cultura, il nostro colore della pelle, il nostro cibo, la nostra religione, la nostra lingua, il nostro modo di vestire, la nostra musica, il nostro mondo; atteggiamento tipico delle “rane nel pozzo”!. Quindi viaggiare insegna anche l’accoglienza, l’uguaglianza, e la tolleranza. Favorisce il rifiuto del razzismo e del bullismo verso il diverso e lo svantaggiato, ritenuti da coloro senza grandi orizzonti, esseri di poco valore. I bimbi hanno imparato ad interagire con gli altri coetanei nei vari Paesi del mondo, e si sono sentiti accolti e non umiliati. Così non può che nascere e  rafforzarsi in loro, la consapevolezza dell’uguaglianza senza “se” e senza “ma”! Non è da sottovalutare come il viaggiare, aiuti ad apprezzare lo studio e la conoscenza delle lingue, altro mezzo fondamentale di interazione e di comunicazione con chiunque, e in qualunque posto della Terra. Viaggiare porta anche inconsciamente, a sentirsi parte del tutto; a sentirsi come si suol dire: “cittadini del Mondo”! Ciò implica una percezione soggettiva di proiezione positiva verso ciò che non è prettamente nazionale. Dal nazionalismo, all’universalismo sentito e ragionato. E questo non può che portare ad il rifiuto di ogni forma di sopraffazione, di violenza verso l’altro da noi; significa in definitiva, il rifiuto della guerra, e l’amore per la pace quella vera e duratura. La conoscenza del pianeta in cui viviamo, crea opportunità, sviluppo, riflessioni; è formativo, maturativo ed educativo. Pertanto, sappiamo che produce quella crescita delle connessioni sinaptiche nel nostro cervello, che porta ad un aumento esponenziale delle capacità cognitive, mnemoniche e associative; che dal punto di vista neuronale e quindi psicologico, possiamo affermare con certezza che: viaggiare fa diventare più intelligenti!

Abbiamo voluto evidenziare alcune delle questioni utili e significative riguardanti gli effetti, i benefici del viaggiare fin da piccoli e piccolissimi. E pensiamo e speriamo di averlo fatto in un modo naturale, non enfatico, non esagerato. Anzi raccomandiamo sempre grande prudenza e attenzione prima di portare in giro per il mondo i nostri piccoli bimbi. Di consultare i Pediatri e gli esperti, proprio per garantire il massimo di sicurezza e di tranquillità per i bimbi stessi e peri loro familiari. E tutto ciò nella consapevolezza che le opportunità dei viaggi, al di là delle bellezze paesaggistiche, siano concepite anche come momenti di crescita interiore per le future generazioni. In questo tragico e traumatico periodo di pandemia da covid 2019, con i continui lokdown, i distanziamenti personali e sociali; con la mancanza di opportunità di girare liberamente tra i vari Paesi e Continenti, la voglia di ripresa della vita quotidiana e della normalità, pensiamo che affrontare questo tema, sia di buon auspicio, di incoraggiamento e di speranza ad andare avanti fiduciosi in una ripresa totale di ogni attività che indichi la rinascita dell’umanità che ha sconfitto il male! Con l’auspicio infine, che a fianco delle Istituzioni preposte alla educazione e sviluppo psico- fisico- sociale dei giovani, quali la Famiglia e la Scuola, abbia un ruolo sempre meno secondario, anche il viaggiare in ogni parte del nostro meraviglioso Pianeta Terra! Allora: BUON VIAGGIO A TUTTI!       

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